(di Simone Carpi)
- I 5 CRITERI DI 'ULTIMA VISIONE"-
VOTO
VOTO
10
PERCHÈ VEDERLO
Se siete (veri) fan dell'autore, se non siete fan dell'autore e volete redimervi, se siete degli inguaribili romantici.
PERCHÈ NON VEDERLO
Se siete (veri) fan dell'autore, se non siete fan dell'autore e volete redimervi, se siete degli inguaribili romantici.
PERCHÈ NON VEDERLO
Se non vi piace il Cinema (C sia maiuscola che minuscola)
MOMENTO PERFETTO
Essendo romantico e nostalgico, la fine dell'estate è il momento per antonomasia.
Essendo romantico e nostalgico, la fine dell'estate è il momento per antonomasia.
Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo nuovo film di Tarantino.
Quentin è un autore "problematico" per chi ama il Cinema e per chi ci lavora: troppo "pop" per i (finti) intellettuali che vogliono distinguersi dalla "massa", troppo autore per chi al contrario fa il finto intenditore di cinema e considera "Inception" il miglior film della storia (bello eh, però "La Morte corre sul fiume", "Vertigo", e altri 40-45 film potrebbero iniziare a tossire...).
Tarantino resta l'ultimo autore (assieme forse a Nolan e Spielberg e basta) a riuscire ancora a catalizzare la massa e portarla in sala, senza essere un "Cinecomic della fase 2" (coglioni, permettete il francesismo). E questo è un bene.
È difficile parlare di questo film senza fare spoiler, cosi come è difficile credere alle "critiche" soventi di coloro i quali hanno affermato che sia lento (dove? Se per voi era lento guardatevi un qualunque Bèla Tarr poi ne riparliamo).
162 minuti di magia e ritmo forsennato, una tristissima storia di fallimento e nostalgia che diventa come per magia appunto, una storia di redenzione...quasi una "favola", dove Tarantino è e resta il "Genio della lampada" attraverso le sue sempre garbate e instancabili auto-citazioni che fanno di lui per un Autore mai banale e ripetitivo.
Questo "C'era una volta...a Hollywood" è diretto incredibilmente, con un cast CLAMOROSO, una sceneggiatura (vabbeh quando si parla di Q. dai) e questa volta anche uno stupendo utilizzo degli effetti speciali, che vi renderanno grati di essere andati al cinema, e non aver ascoltato il deluso amico svogliato e troppo (dis)impegnato a guardare catatonicamente l'ultima serie di Netflix, dove la cosa (e uso "cosa" non a caso) che dura di più è di 60 minuti (ahinoi), lamentarsi di questa Opera.
C'era una volta...a Hollywood, c'era una volta un ragazzo che passava le giornate al videonoleggio e studiava il Cinema divorando film a noleggio su film a noleggio, con l'amore, la passione, il divertimento e la voglia di un ragazzino, che, anche se ora sulla sua Carta d'Identità recita "56", resta pur sempre tale.
Grazie Quentin.
Disponibile su in tutte le sale.
Non credo esista un modo migliore per passare 3 ore della vostra vita.
SPOILER ALERT
Bene ora, se avete già visto la pellicola, perchè lui realizza i film ancora in pellicola e non in digitale, (grazie ancora Quentin) potete proseguire con la lettura
3...
2...
1..
Per farla breve e zittire una volta per tutte, tutte quelle persone che vanno in sala sei volte l'anno e ritengono che questo film "sia brutto" invece che dire che "non gli sia piaciuto" (differenza sottile ma sesquipedale), ecco un breve decalogo dei:
10 motivi per cui "C'era una volta...a Hollywod è un film da 10 in pagella"
1: Per la marea di citazioni ai film precedenti da onanismo cinematografico: una su tutte DiCaprio nei post-credits che pubblicizza, schifato (lol) le sigarette Red Apple. Chapeau.
2: Per l'utilizzo difficilissimo e profondissimo, tipico del cinema Tarantiniano, della violenza non come mero strumento di sfogo o nazistoide elevazione, ma come divertissment e ridicolo risvolto dell'animo umano (Brad Pitt fattoabbestia che affronta gli hippies, addio.).
PS: In Sala la gente rideva (giustamente).
3: Perchè in 3 ore di film Tarantino non ti annoia, ti racconta più storie, ti inserisce tanti personaggi, e te li valorizza tutti, dai due Protagonisti mastodontici (Pitt& DiCaprio), passando per Marabelle (la bambina attrice) fino ad Charles Manson (assente e "presente" per tutto il film).
Quentin è un autore "problematico" per chi ama il Cinema e per chi ci lavora: troppo "pop" per i (finti) intellettuali che vogliono distinguersi dalla "massa", troppo autore per chi al contrario fa il finto intenditore di cinema e considera "Inception" il miglior film della storia (bello eh, però "La Morte corre sul fiume", "Vertigo", e altri 40-45 film potrebbero iniziare a tossire...).
Tarantino resta l'ultimo autore (assieme forse a Nolan e Spielberg e basta) a riuscire ancora a catalizzare la massa e portarla in sala, senza essere un "Cinecomic della fase 2" (coglioni, permettete il francesismo). E questo è un bene.
È difficile parlare di questo film senza fare spoiler, cosi come è difficile credere alle "critiche" soventi di coloro i quali hanno affermato che sia lento (dove? Se per voi era lento guardatevi un qualunque Bèla Tarr poi ne riparliamo).
162 minuti di magia e ritmo forsennato, una tristissima storia di fallimento e nostalgia che diventa come per magia appunto, una storia di redenzione...quasi una "favola", dove Tarantino è e resta il "Genio della lampada" attraverso le sue sempre garbate e instancabili auto-citazioni che fanno di lui per un Autore mai banale e ripetitivo.
Questo "C'era una volta...a Hollywood" è diretto incredibilmente, con un cast CLAMOROSO, una sceneggiatura (vabbeh quando si parla di Q. dai) e questa volta anche uno stupendo utilizzo degli effetti speciali, che vi renderanno grati di essere andati al cinema, e non aver ascoltato il deluso amico svogliato e troppo (dis)impegnato a guardare catatonicamente l'ultima serie di Netflix, dove la cosa (e uso "cosa" non a caso) che dura di più è di 60 minuti (ahinoi), lamentarsi di questa Opera.
C'era una volta...a Hollywood, c'era una volta un ragazzo che passava le giornate al videonoleggio e studiava il Cinema divorando film a noleggio su film a noleggio, con l'amore, la passione, il divertimento e la voglia di un ragazzino, che, anche se ora sulla sua Carta d'Identità recita "56", resta pur sempre tale.
Grazie Quentin.
Disponibile su in tutte le sale.
Non credo esista un modo migliore per passare 3 ore della vostra vita.
SPOILER ALERT
Bene ora, se avete già visto la pellicola, perchè lui realizza i film ancora in pellicola e non in digitale, (grazie ancora Quentin) potete proseguire con la lettura
3...
2...
1..
Per farla breve e zittire una volta per tutte, tutte quelle persone che vanno in sala sei volte l'anno e ritengono che questo film "sia brutto" invece che dire che "non gli sia piaciuto" (differenza sottile ma sesquipedale), ecco un breve decalogo dei:
10 motivi per cui "C'era una volta...a Hollywod è un film da 10 in pagella"
1: Per la marea di citazioni ai film precedenti da onanismo cinematografico: una su tutte DiCaprio nei post-credits che pubblicizza, schifato (lol) le sigarette Red Apple. Chapeau.
2: Per l'utilizzo difficilissimo e profondissimo, tipico del cinema Tarantiniano, della violenza non come mero strumento di sfogo o nazistoide elevazione, ma come divertissment e ridicolo risvolto dell'animo umano (Brad Pitt fattoabbestia che affronta gli hippies, addio.).
PS: In Sala la gente rideva (giustamente).
3: Perchè in 3 ore di film Tarantino non ti annoia, ti racconta più storie, ti inserisce tanti personaggi, e te li valorizza tutti, dai due Protagonisti mastodontici (Pitt& DiCaprio), passando per Marabelle (la bambina attrice) fino ad Charles Manson (assente e "presente" per tutto il film).
4: Per il romanticismo e la nostalgia che pervade tutto il film, e culmina nel "meta cinema" di Sharon Tate (Margot Robbie) entusiasta e felice nel vedere il suo ruolo apprezzato dagli altri spettatori, durante la visione del suo film.
5: Per la direzione degli attori di cui fa uso Tarantino: mandateci mia nonna e diventa la nuova Merly Streep.
6: Perchè vedere al cinema una Fiaba (perchè il film e sopratutto la scena finale con Rick Dalton che finalmente incontra "metaforicamente" Roman Polanski e "fisicamente" quel mondo della Nuova Hollywood, che pensava l'avesse accantonato, sono qualcosa di veramente fiabesco) nel 2019, oltre che essere impossibile, è necessario.
7: Perchè basta vedere questo film, per farvi correre su Amazon a comprare tutti i film di Sergio Corbucci e Sergio Leone.
8: Per il romanticismo e la nostalgia che pervade tutto il film BIS e culmina nel vedere la figlia di Uma Thurman, recitare nel film del "padre" Quentin. All you need is love.
9: Per (avviso per i feticisti) le solite e stupende inquadrature ai piedi delle attrici.
10: Perchè come in "Bastardi senza Gloria", Tarantino prende la storia e la Storia e la cambia, come solo lui sa fare, e dove solo lui sa fare. Ricordandoci che il "Cinema in fondo è uno strumento per sognare."
USA 2019, Colore, 162'
Regia: Quentin Tarantino
Cast: Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie.

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