di Simone Carpi
- I 5 CRITERI DI "L'ULTIMA VISIONE"-
VOTO
VOTO
9
PERCHÈ VEDERLO
Se siete affascinati dalle menti criminali seriali
Se siete affascinati dalle menti criminali seriali
PERCHÈ NON VEDERLO
Se siete molto sensibili o emofobici
Se siete molto sensibili o emofobici
MOMENTO PERFETTO
In compagnia o in serata cineforum
In compagnia o in serata cineforum
Sarebbe stato facile, banale ma anche molto bello, quindi seducente per un regista, fare il classico film sui serial killer con genesi, svolgimento, arresto e morte etc etc.
Sarebbe stato ancor più facile, ancor più banale, e ancor più bello, farlo con Ted Bundy, il protagonista di questo film, il serial killer più famoso della storia al pari di Charles Manson, (di cui il film esce il giorno del compleanno di chi scrive - 19 settembre - ed è firmato da Tarantino, potrei svenire) e senza dubbio uno dei più efferati della storia.
Se dopo il primo tempo, ero quasi certo di uscire dalla sala dandogli un 5 per l'eccessivo uso della dinamica processuale legal-movie stile Sully (che a me non è piaciuto), il secondo tempo mi ha fatto totalmente ricredere e capire il senso di questo suo "percorso".
Infatti mi sbagliavo.
Mi sbagliavo inizialmente perché ciò che rende unico, peculiare e stupendo questo film è il magistrale uso e moderazione dei tempi cinematografici del regista (Joe Berlinger, famoso per documentari) che a poco a poco, con la sapienza di un alchimista e la mano fredda di un assassino, distilla e aumenta la tensione e il climax narrativo lasciando nello spettatore in un dubbio che lo logora internamente sempre di più, proprio mentre invece vede lo sfavillante e seducente sorriso di un protagonista mai reo confesso.
Il Dubbio è la chiave di tutto, e il regista non solo l'ha capito, ma ci gioca, ci seduce, ci inganna nel più inaspettato dei modi, non facendoci cambiare idea da una parte all'opposta (sarebbe stato banale appunto), ma lasciandoci in un limbo insopportabile come quello della moglie del protagonista.
Il Finale è semplicemente perfetto, e la parte documentaristica in chiusura, simile ad American Sniper e quindi di eastwodiana memoria, è l'unico ma assolutamente gustoso, "vizio" che il regista (di documentari come sopra detto) si permette.
L'inizio apre con una citazione di Goethe, che riletta alla fine, chiude un cerchio che all'inizio sembrava una retta: "Poche persone hanno l'immaginazione per la realtà"
Assolutamente da vedere.
(Disponibile in tutte le Sale).
USA, 2019, colore, 110'
Regia: Joe Berlinger
Cast: Zack Efron, Angela Sarafyan

Commenti
Posta un commento