(di Simone Carpi, con la partecipazione di Daniele Giuliotti)
- I 5 CRITERI DI 'ULTIMA VISIONE"-
VOTO
8
PERCHÈ VEDERLO
Perchè è un'opera mai vista nel mondo DC e nell'universo dei Cinecomics, sempre più "Comics" e sempre meno "Cine".
PERCHÈ NON VEDERLO
Perchè è un'opera mai vista nel mondo DC e nell'universo dei Cinecomics, sempre più "Comics" e sempre meno "Cine".
PERCHÈ NON VEDERLO
Se non siete appassionati del personaggio, e se votate Thomas Wayne.
MOMENTO PERFETTO
Quando siete tristi, per capire che c'è chi starebbe peggio.
Quando siete tristi, per capire che c'è chi starebbe peggio.
Joaquim
Joaqui
Joaqu
Joaq
Joa
Jo
Jok
Joke
Joker
Bene, spero con questo simpaticissimo meme di avervi fatto capire quando il protagonista (Joaquim Phoenix), sia un Joker/Arthur Flinke straordinario nel film.
Un'opera buia, cupa, ma profonda, reale e vera....talmente vera che fa male, ci fa male, e ha fatto uscire dalla sale le persone oltremodo empatiche, con un groviglio nello stomaco difficile da sviscerare.
Il regista Todd Phillips, fresco vincitore al Festival del Cinema di Venezia (!) (WTF aggiungo io), riesce nell'intento rischiosissimo (ma assolutamente non banale) di farci vedere la nascita non di un eroe, ma di un antieroe, al quale però siamo tutti vicini. E solo grazie al modo in cui l'ha raccontato cinematograficamente.
Non ritengo questo film un capolavoro assoluto (ps: la parola capolavoro fa associata alla variabile "tempo" possibilmente almeno 5-10 anni), ma è senz'altro un fantastico unicum nell'universo dei cinefumetti, sempre con meno idee, e sempre più con cazzoni/cazzari e irrealistici villain ed eroi.
Questa sorta di anarchico Travis Bickle del capolavoro (si) Taxi Driver del 2019, che incontra triste-comico Robert De Niro del capolavoro (anche qua SI) "Re per una Notte", è quello che ricorda moltissimo Joaquim Phoenix agli amanti del cinema Scorsesiano ("Taxi Driver" e "Re per una notte" sono entrambi suoi, olè), qua in veste (non a caso) di produttore esecutivo.
"Pensavo che la mia vita fosse una tragedia, ma ora mi rendo conto che è una commedia."
È in questo preciso punto del film che Arthur Flinke capisce di essere Joker, e conscio di se stesso, e conscio del suo ruolo in una società decadente e malata come quella rappresentata da Gotham, crea quello che la società forse temeva che diventasse.
Sempre per restare a tema film di Scorsese, mi ha ricordato quell'altro capolavoro (ancora una volta SI) di "The Departed", che inizia con questa frase: "Io non voglio essere un prodotto del mio ambiente. Voglio che il mio ambiente sia un mio prodotto".
E allora questo "Joker", cosi pieno di rimandi e riferimenti, "pop-olari" e cinematografici, è davvero un prodotto cosi incredibile e mai visto prima, o forse un ottimo rimpasto di qualcosa troppo dimenticato che fa sempre bene rivedere al grande schermo?
Non vi resta che vederlo e fare un bel sorriso.
Disponibile su in tutte le sale.
SPOILER ALERT
3...
2...
1..
E ora torna la famosa rubrica:
GOOD TIMES, BAD TIMES
Joaqui
Joaqu
Joaq
Joa
Jo
Jok
Joke
Joker
Bene, spero con questo simpaticissimo meme di avervi fatto capire quando il protagonista (Joaquim Phoenix), sia un Joker/Arthur Flinke straordinario nel film.
Un'opera buia, cupa, ma profonda, reale e vera....talmente vera che fa male, ci fa male, e ha fatto uscire dalla sale le persone oltremodo empatiche, con un groviglio nello stomaco difficile da sviscerare.
Il regista Todd Phillips, fresco vincitore al Festival del Cinema di Venezia (!) (WTF aggiungo io), riesce nell'intento rischiosissimo (ma assolutamente non banale) di farci vedere la nascita non di un eroe, ma di un antieroe, al quale però siamo tutti vicini. E solo grazie al modo in cui l'ha raccontato cinematograficamente.
Non ritengo questo film un capolavoro assoluto (ps: la parola capolavoro fa associata alla variabile "tempo" possibilmente almeno 5-10 anni), ma è senz'altro un fantastico unicum nell'universo dei cinefumetti, sempre con meno idee, e sempre più con cazzoni/cazzari e irrealistici villain ed eroi.
Questa sorta di anarchico Travis Bickle del capolavoro (si) Taxi Driver del 2019, che incontra triste-comico Robert De Niro del capolavoro (anche qua SI) "Re per una Notte", è quello che ricorda moltissimo Joaquim Phoenix agli amanti del cinema Scorsesiano ("Taxi Driver" e "Re per una notte" sono entrambi suoi, olè), qua in veste (non a caso) di produttore esecutivo.
"Pensavo che la mia vita fosse una tragedia, ma ora mi rendo conto che è una commedia."
È in questo preciso punto del film che Arthur Flinke capisce di essere Joker, e conscio di se stesso, e conscio del suo ruolo in una società decadente e malata come quella rappresentata da Gotham, crea quello che la società forse temeva che diventasse.
Sempre per restare a tema film di Scorsese, mi ha ricordato quell'altro capolavoro (ancora una volta SI) di "The Departed", che inizia con questa frase: "Io non voglio essere un prodotto del mio ambiente. Voglio che il mio ambiente sia un mio prodotto".
E allora questo "Joker", cosi pieno di rimandi e riferimenti, "pop-olari" e cinematografici, è davvero un prodotto cosi incredibile e mai visto prima, o forse un ottimo rimpasto di qualcosa troppo dimenticato che fa sempre bene rivedere al grande schermo?
Non vi resta che vederlo e fare un bel sorriso.
Disponibile su in tutte le sale.
SPOILER ALERT
3...
2...
1..
E ora torna la famosa rubrica:
GOOD TIMES, BAD TIMES
BAD TIMES
1: Joaquim Phoenix è un gigante e schiaccia tutti nel film sì... ma gli altri attori dove sono? Chiamate Tarantino (vedi Sharon Tate e Charles Manson)
2: Quando Gotham è invasa di gente mascherata che mette a ferro e fuoco la città e Joker si fa portatore del "movimento" stile "Casa di Carta" wannabe. Bah...evitabile (tanto quanto la 3a stagione della Casa di Carta fra l'altro).
3: Appena Arthur "diventa" Joker il personaggio perde un pò di "novità" e diventa più banale e a tratti "monodimensionale", peccato perchè per 3/4 di film era talmente poledrico e "vero" da essere "irreale".
GOOD TIMES
1: Lo studio, l'analisi, l'ossessione e la verosimiglianza malata nell'entrare nel personaggio di Joker, da parte del nostro amico Joaquim. Letteralmente mostruoso. Chapeau.
2: MA CHI CAZZO HA MAI UCCISO ROBERT DE NIRO SPARANDOGLI IN FACCIA: mi sono alzato dalla poltrona
3: Un Joker per 3/4 di film perdente, problematico, paranoico, ma sopratutto umano. Bello perchè reale appunto. γένος!
1: Lo studio, l'analisi, l'ossessione e la verosimiglianza malata nell'entrare nel personaggio di Joker, da parte del nostro amico Joaquim. Letteralmente mostruoso. Chapeau.
2: MA CHI CAZZO HA MAI UCCISO ROBERT DE NIRO SPARANDOGLI IN FACCIA: mi sono alzato dalla poltrona
3: Un Joker per 3/4 di film perdente, problematico, paranoico, ma sopratutto umano. Bello perchè reale appunto. γένος!
4: Joker fratellastro segreto di Batman, e causa diretta della morte dei suoi genitori? Ficoooooo (io credo alla teoria, fra l'altro mai smentita fino in fondo nel film)
5: Pink Floyd, Cream, e quel "The Voice" Frank Sinatra fil rouge di tutto il film sia come colonna sonora che come tema. That's Life!
USA 2019, Colore, 122'
Regia: Todd Phillips
Cast: Joaquim Phoenix

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